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Come si diventa il punto di riferimento nella birra di qualità?

Come produrre birra e avere successo

Millionaire, il più letto mensile di business italiano, analizza il panorama dei microbirrifici, presentando un settore in piena salute con interessanti margini di crescita e capace di offire ancora molte opportunità a chi vuole intraprendere una carriera professionale in tale ambito.

Anche alla luce di questa bella fotografia del settore, l'essere stati presi come "punto di riferimento della birra di qualità" ci ha dato grande soddisfazione. 

Di seguito, riportiamo l'intervista a Loreno Michielin in cui vengono forniti utili indicazioni a chi vuole approcciarsi alla produzione di birra.

Buona lettura!

Come si diventa in 10 anni il punto di riferimento nella birra di qualità

«Con la forza delle idee (certificazione di birra vegana e primi ad aver scritto in Braille il nostro nome sulle bottiglie) e sfruttando il fascino del Made in Italy. Ma soprattutto lavorando con coerenza e costanza. Se dici che il tuo prodotto è italiano, lo deve essere al 100% e anche avere un numero limitato di referenze, senza cambiarle continuamente, è un segnale di serietà che ci sta premiando».

Che valutazioni deve fare chi vuole avviare un’attività di produzione di birra artigianale?

«Innanzitutto deve scegliere se produrre birra solo per venderla nel proprio pub o città, oppure venderla in un raggio più ampio. In quest’ultimo caso le cose si complicano, perché alla produzione si affianca la parte commerciale e di marketing, che incide per oltre il 50%. Se non fai almeno 1.000 hl l’anno non stai in piedi. Vendere su Internet semplifica la parte logistica, ma per renderti visibile devi creare un brand, ci vogliono anni. Negli ultimi tempi i birrifici italiani si sono moltiplicati, ma c’è ancora spazio per tutti».

Quanto costano i macchinari

«Per un impianto nuovo da 1.000 litri ci vogliono 500mila euro. Si può risparmiare comprandolo usato, ma la spesa complessiva, considerando tutto ciò che serve, si aggirerà comunque intorno a quella cifra».

La burocrazia è un ostacolo? 

«Sì. La legislazione è ancora molto confusa, non ci sono certezze e si va a interpretazione. Dobbiamo poi ancora scontare la tassazione al 63%, perché siamo considerati artigiani, mentre chi produce vino è considerato azienda agricola e paga il 4%. Chi vuole aprire un locale, poi, deve chiedere un sacco di permessi e ottemperare tantissimi obblighi».

Cosa consiglia a un aspirante produttore di birra?

«Prima di tutto, di crederci veramente e di non farsi smontare dal sistema. Poi, di non seguire le mode e concentrarsi su poche referenze, ma fatte bene. Infine, di non limitarsi al proprio territorio, ma avere una visione globale: il nostro mercato ormai è il mondo».

Millionaire - Intervista a Loreno Michielin
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